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Dimissioni per fatti concludenti...

2025-05-19 10:35

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Dimissioni per fatti concludenti...

Le dimissioni per fatti concludenti sono una procedura introdotta nel 2025 per gestire le assenze ingiustificate dei lavoratori. Questa normativa, pre

 

Le dimissioni per fatti concludenti sono una procedura introdotta nel 2025 per gestire le assenze ingiustificate dei lavoratori. Questa normativa, prevista dall’articolo 26, comma 7-bis, del D.Lgs. n. 151/2015, modificato dalla Legge n. 203/2024, consente ai datori di lavoro di considerare dimissionario un dipendente che si assenta senza giustificazione per un periodo prolungato.

 

PRINCIPALI ASPETTI DELLA NORMATIVA 

 

  • Assenza ingiustificata: Se il lavoratore non si presenta al lavoro per almeno 15 giorni consecutivi,senza fornire spiegazioni, il datore di lavoro può avviare la procedura.
  • Comunicazione all’Ispettorato del Lavoro: Il datore deve notificare l’assenza all’Ispettorato Nazionale del Lavoro, che può verificare la veridicità della situazione.
  • Effetto risolutivo: Il rapporto di lavoro si considera terminato per volontà del lavoratore, senza necessità di una dichiarazione esplicita.
  • Tutela dei lavoratori: La norma non si applica se il lavoratore dimostra che l’assenza è dovuta a cause di forza maggiore o a responsabilità del datore di lavoro

 

Questa procedura mira a semplificare la gestione delle dimissioni, evitando lunghe attese e incertezze per le aziende. Tuttavia, il lavoratore ha il diritto di impugnare la procedura senza limiti di tempo, il che potrebbe generare controversie legali.

 

ASPETTI CHIAVE 

Le dimissioni per fatti concludenti introdotte nel 2025 si differenziano dalle dimissioni volontarie tradizionali sotto diversi aspetti chiave: 

1.    Espressione della volontà
 

 

  • Dimissioni volontarie: Il lavoratore deve presentare una comunicazione formale, generalmente tramite la piattaforma telematica del Ministero del Lavoro.
  • Dimissioni per fatti concludenti: Non è necessaria una dichiarazione esplicita; l’assenza ingiustificata prolungata viene interpretata come volontà di abbandonare il posto di lavoro.

 

2.    Procedura
 

 

  • Dimissioni volontarie: Il lavoratore deve seguire una procedura regolamentata, con possibilità di revoca entro 7 giorni.
  • Dimissioni per fatti concludenti: Il datore di lavoro comunica l’assenza all’Ispettorato del Lavoro, che può verificare la situazione.

 

3.    Impugnazione 

  • Dimissioni volontarie: Il lavoratore può impugnarle entro 60 giorni.
  • Dimissioni per fatti concludenti: Non esiste un termine per l’impugnazione, il che potrebbe generare incertezze legali.

 

4.    Applicabilità 

 

  • Dimissioni volontarie: Possono essere presentate in qualsiasi momento dal lavoratore.
  • Dimissioni per fatti concludenti: Si applicano solo in caso di assenza ingiustificata per almeno 15 giorni. 

 

Questa nuova modalità semplifica la gestione delle dimissioni per le aziende, ma potrebbe creare problemi di interpretazione e contenziosi. 

Se vuoi approfondire qualche aspetto specifico, visita il portale INPS oppure contattaci ed un nostro Consulente del Lavoro sarà ben lieto di argomentare!