Anche nel 2025 i fringe benefit continuano a essere uno strumento centrale nella strategia di welfare aziendale. Ma cosa cambia quest’anno? Vediamolo insieme, punto per punto. I fringe benefit sono compensi non monetari che l’azienda può riconoscere ai propri lavoratori: beni o servizi che non rientrano nello stipendio diretto, ma che migliorano la qualità della vita del dipendente (e alleggeriscono il cuneo fiscale). Auto aziendali, buoni carburante, abbonamenti, rimborso utenze o dispositivi elettronici ne sono alcuni esempi. Il legislatore ha confermato anche per il 2025 una doppia soglia di esenzione fiscale e contributiva. Il limite di esenzione è il seguente: Questi tetti includono beni e servizi in natura ma anche rimborsi di utenze domestiche (acqua, luce, gas) e, in via aggiuntiva, fino a € 200 in buoni carburante, esenti per tutti i dipendenti. Per accedere alla soglia maggiorata è necessaria un’autocertificazione dei figli fiscalmente a carico. L’impresa può offrire fringe benefit per: Tuttavia, è fondamentale una corretta gestione amministrativa e fiscale per non incorrere in irregolarità. Su mio-commercialista.it affianchiamo PMI, studi e lavoratori autonomi nella definizione del piano welfare più adatto, con strumenti pronti e un’assistenza costante per non perdere nessuna opportunità normativa. Cosa sono i fringe benefit
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